In sul calar del sole,
Col suo fascio dell'erba; e reca in mano
Un mazzolin di rose e di viole.
E' cosi che si apre una delle poesie più conosciute di Leopardi “Il Sabato del Villaggio”.
Il grande poeta che nacque a Recanati nel 1798, fu ispirato in molte delle sue liriche da questa graziosa cittadina delle Marche. Come appunto il colle dell’infinito, il Monte Tabor questo colle che si affaccia verso sud, dove si può ammirare un incantevole panorama, nelle giornate con poca foschia si riescono a vedere molto bene le cime innevate dei monti Sibillini. O la Piazzuola del Sabato del Villaggio, chiusa al lato settentrionale dal Palazzo Leopardi ed è anche delimitata dalla Chiesa di Santa Maria di Montemorello, di fronte a questo si trova la casa ove abitava Silvia (Teresa Fattorini), figlia di Giuseppe, cocchiere del Conte Monaldo; a sinistra si vede una casa più bassa, nel cui pian terreno la madre di lei teneva il telaio. Qui la fanciulla lieta e pensosa, si sedeva e cantava attirando il Poeta che lasciando gli studi porgeva l’orecchio.



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